L'esperimento della doppia fenditura: l'osservatore influenza la realtà?

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L'esperimento della doppia fenditura: l'osservatore influenza la realtà?



La teoria quantistica svela un messaggio interamente nuovo: la realtà è in parte creata dall’osservatore
Nel mondo quantistico gli elettroni, cioè la materia, sono allo stesso tempo sia onda che particella, e anche se questi concetti non sembrano compatibili, nel mondo dell’infinitamente piccolo essi sono complementari. L’onda indica la probabilità che una particella si trovi in un punto. Questi ragionamenti furono quelli che portarono Heisenberg al suo famoso principio di indeterminazione (1927) che egli riuscì a formulare anche con una relazione matematica.
Una qualunque particella/onda non ha alcun valore particolare prima di essere misurata, vale a dire che secondo l’interpretazione di Copenhagen non esiste alcuna realtà indipendente.

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16 Comments

  1. Qundi; se la osservo è particella, se non la osservo è onda! Giusto? 😉

  2. Consiglio la visione. Per chi ancora non ha ancora chiaro l'esperimento della doppia fenditura: mai trovata descrizione più semplice e immediata dei paradossi controintuitivi che ne stanno alla base. Complimenti agli autori del video.

  3. simo 1 disse:

    ma scusate io ho provato a sparare una torcia su due fenditure ma non ho avuto la figura di interferenza ma solo due fenditure luminose XD …forse ho sbagliato qualcosa???

  4. Gram Parsons disse:

    Non si può spiegare questo fenomeno se si esclude l apparato strumentistico dell esperimento, cioè il contesto sperimentale nel quale si fanno muovere le particelle. L onda è un insieme formato da tutte le potenziali collocazioni della particella che la compone. Quando lo strumento fa partire la singola particella, tale strumento si è aggiunto all insieme onda e dato che la somma di un insieme più un elemento non da come risultato l insieme più l elemento ma un un nuovo insieme, ecco che il risultato è il nuovo insieme particella. Insieme particella formato dalla specifica collocazione della particella e l apparato di uscita dello strumento. L insieme particella/app di usc dello strumento, giunge davanti alle due fessure e qui ce una seconda interazione con il contesto strumentale. L insieme specifica collocazione della particella/apparato di uscita dello strumento adesso si trasforma in un altro insieme specifica coll della part/app uscita strum/due fessure. Adesso dunque, entrambe le fessure, non solo una delle due, creeranno il risultato finale della collocazione della particella. Da qui deriva l interferenza e quindi l effetto onda della collocazione delle singole particelle. Quando poi a tutto questo si aggiunge l osservazione di dove tra le due fessure passa l insieme, si formerà un quarto insieme specifica coll della part/app uscita strum/due fessure/osservazione di una singola fessura. In questo caso, la particella passerà dunque solo da una fessura ed il risultato finale sarà una collocazione tipica dei corpuscoli. La particella, quindi, e qui sta la rivoluzione di questa teoria, è un insieme che muta in relazione al contesto con cui interagisce

  5. La soluzione potrebbe essere che in un universo l'elettrone si comporta ti un modo, in un altro in un altro! Quando noi lo osserviamo da vicino vediamo solo in quale fenditura passa nel nostro universo, ma non in quale passa nell'altro! Però, quando guardiamo la parete, vediamo i risultati di entrambi gli universi! Ma può anche darsi che io mi sbagIi!

  6. gattonero71_S disse:

    Va bene ma non ti incazzare.

  7. Una spiegazione che rivela quanta ignoranza ci sia dietro , ovvio che c'è una spiegazione ma qual'è? Certo l'elettrone ( ammesso che esista) non può decidere niente tanto meno cambiare forma a motivo dell'osservatore …..già ma qui siamo nel mondo fanta quantistico…..

  8. L'elettrone timido è se lo osservi muto stà meee

  9. yubin zhao disse:

    un poco enfatico ma corretto. vari studi hanno osservato che l'elettrone non solo varia la sua struttura da ondulatoria a corpuscopale. ma addirittura in base al'osservartore può anche decidere di tornare indietro nel tempo è cambiare forma. istituto nazionale di Frascati. poi se non ho capito nulla ditemelo

  10. Chi dice di aver capito tutto vuol dire che semplicemente non ha capito….

  11. Vale disse:

    non è più ovvio concludere che la differenza di comportamento sia dovuta all'interazione coi fotoni?

  12. spiegato benissimo! Complimenti

  13. Non è che l'ho capita bene , neh !?
    Ma grazie, mumble mumble !

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